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Sulla classificazione degli Atenei di Cagliari e Sassari come “non meritevoli” e, quindi, soggetti a nuovi tagli Nei giorni scorsi il Consiglio dei ministri dello stato italiano, nel varare la nascita dell’Anvur (Agenzia per la valutazione del sistema universitario), ha reso nota la classifica degli Atenei “promossi” e “bocciati” in base alla loro presunta virtuosità. In conseguenza di essa, in un contesto di pesanti tagli dei fondi destinati alla pubblica istruzione decretati nell’ultima Finanziaria dal ministro Tremonti, gli Atenei “virtuosi” riceveranno degli incrementi nei finanziamenti previsti e quelli “non virtuosi” degli ulteriori tagli. Cagliari e Sassari, inseriti in quest’ultimo gruppo, vedranno rispettivamente una riduzione del 2,08% e del 2,95%. I parametri utilizzati per stilare la classifica rappresentano un’autentica beffa, se non un affronto, in uno stato caratterizzato da una così spiccata disparità socio-economica (che fedelmente si rispecchia nella classifica in questione) tra la sua pare centro-settentrionale da una parte e la sua parte meridionale e la Sardinnia dall’altra: primo fra tutti ed emblematico risalta la percentuale di laureati che trova un’occupazione utilizzando il titolo di studio conseguito nel proprio Ateneo, come se il drammatico fenomeno della disoccupazione che affligge i territori sardi e quelli italiani meridionali fosse comportato dalla semplice qualità dell’istruzione di queste zone. Appare pertanto evidente, per ciò che concerne la Sardinnia, la perversa manovra che vede “rinfacciarci” e ritorcerci contro per ulteriori privazioni e soprusi la nostra condizione di sottosviluppo economico e sociale indotto dalle politiche colonialistiche dello stato italiano che utilizza il nostro Popolo come fonte di mano d’opera a basso costo, mantiene l’industria qui presente in uno stato artificioso di crisi permanente, strozzina le nostre piccole imprese familiari per mezzo delle sue infami banche e mortifica il nostro territorio con occupazione militare e forme di turismo elitarie che ci depredano e ci estromettono in modo umiliante da porzioni enormi della nostra Terra. Denunciamo quindi, con massima preoccupazione e fermezza, questo disegno politico che mira a rendere le scuole e le Università italiane in Sardinnia, oltre che un luogo in cui “snazionalizzare” il Popolo Sardo negandogli lingua, cultura e storia proprie e imponendogli quelle d’oltremare, ora anche un luogo in cui sempre più le logiche del mercato e del profitto entrano in gioco per ogni individuo non già una volta concluso il proprio percorso formativo ma fin dal principio dello stesso, facendo partire da una condizione di forte handicap, se non compromettendo completamente, la formazione per gli appartenenti a classi sociali non elevate o a territori di questo stato alla frutta in condizioni di grave e perenne crisi socio-economica come il nostro. Casteddu, 4 de Austu de su 2009
Unidadi de sa Giuventudi Indipendentista
Sarda |